Volontà e Onestà: fuochi liberi nel disegno dell’Anima al servizio dell’arte di ricordare



Ci sono notti in cui l’anima chiama e il mondo si ferma, notti in cui non cerchiamo più risposte, ma verità. Notti in cui le stelle sembrano occhi che ci osservano, e il nostro corpo diventa una vera e propria prigione.  
In queste notti che avvertiamo il richiamo, non della speranza o della fede, ma della volontà. Quella volontà che non nasce nella mente, ma scorre nel nostro essere come una fiamma che brucia sotto la pelle, come una mappa che l’anima ha tracciato nel corpo ancor prima della nascita.
È lì, tra materia e spirito, che si nasconde il vero libero arbitrio: la scelta di essere radicalmente onesti con ciò che siamo venuti a vivere, non ciò che desideriamo o ciò che ci conviene, ma ciò che la nostra anima, in un silenzioso atto d’amore, ha deciso di farci attraversare.
Ti hanno detto che sei libero, che puoi essere tutto, fare tutto, diventare chi vuoi, ma non ti hanno avvertito che per “essere” bisogna riconnettersi, osservare e riconoscere attraverso esperienze autentiche e senza giudizio. E mentre tutto ciò accade, la tua anima sorride, non per deridere, per ostacolarti ma perché sa che non sei qui per scegliere tra più opzioni, ma per ricordare ciò che avevi già scelto prima di dimenticare, ciò che è nascosto dentro di te e che ti permetterà di brillare incondizionatamente.
Quella che chiami “libertà” è spesso solo l’insonnia dell’ego, e quella che chiami “scelta” è l’illusione di poter evitare la soglia. Ma la soglia arriva, sempre. Nel corpo, nelle relazioni, nel fallimento invisibile, nell’abbandono che strazia e risveglia. In quei momenti, non puoi più fingere, non ti basta solo pregare, ti resta solo l’unica scelta autentica che puoi fare per te stesso, rimanere sveglio nella prova o dormire nella finzione. È lì che puoi agire il tuo libero arbitrio, non puoi evitare di percorrere la strada che sei chiamato ad affrontare ma puoi scegliere se aprirti con volontà coraggio e rispetto alla via più breve oppure scegliere di rimanere sul sentiero più morbido ma più lungo e tortuoso, fatto di illusioni diluite che ogni volta dovrai demolire per fare un piccolo passo in avanti. 
Ogni prova che ti spezza, ogni perdita che ti strappa via dalle tue convinzioni, ogni crollo che smaschera il tuo finto potere, non è un errore. È un richiamo. Non sei stato gettato nel dolore per dispetto ma sei stato iniziato, iniziato all’unica esperienza che può permetterti di riscoprire la tu vera natura. Non sei qui per vincere, non è una sfida, il dolore è un maestro, è un’alleanza, la più antica e saggia di tutte. E’ una benedizione e se hai il coraggio di spogliarti davanti a essa ti porterà in luoghi mistici e meravigliosi, passo dopo passo ricontatterai ogni parte di te che si era nascosta nella paura e ogni volta sarai più forte e autentico di quando hai iniziato. Ogni esperienza che ti sembra troppo pesante da portare è, in realtà, un dono dell’anima, un disegno antico con un grande potenziale da far emergere. Hai scelto questa vita per frantumare le ultime illusioni, hai scelto questo corpo per ricordare lo spirito, hai scelto questo tempo per morire dentro il tempo. E ora sei qui, a un passo dal risveglio, a un millimetro dalla fine del teatro. La vera volontà non si dichiara, si incarna, è il passo che fai quando non hai più forza, ma continui a camminare, è il respiro che accetti anche quando il mondo sembra un peso, è la scelta di non tradire ciò che senti, anche se ti costa l’amore, il consenso, l’identità. La volontà è il gesto sacro di chi non delega più, di chi non cerca più padri spirituali, né profeti, né maestri da idolatrare, di chi si siede davanti al proprio buio e dice: "Sii il mio specchio, fammi a pezzi, fammi nuovo." Perché il vero potere è scegliere di non abbandonarsi mai, nemmeno quando tutto dentro di sé grida alla resa. Essere onesti è più difficile che essere illuminati. Puoi avere visioni, viaggiare fuori dal corpo, parlare con l’invisibile, seguire percorsi interiori e scuole esoteriche e ancora mentire a te stesso. L’onestà di cui parliamo qui è cruda, non ha decoro, non è spirituale, è una lama sottile che taglia le maschere con cui ti proteggi per non vedere chi sei. Onestà è ammettere che il più delle volte non vuoi essere intero, responsabile e creativo ma solo essere compatito, guarito, illuminato, che non cerchi davvero verità e amore dentro ma solo riconoscimento e conferma fuori, che non stai cercando di manifestare il dio dentro di te, ma vuoi solo un anestetico per la tua solitudine.
Ammettere a sé stessi di essersi venduti mille volte per un applauso, di provare amore dove c’è solo dipendenza e potere, di aver chiamato destino ciò che era solo paura, e di non aver avuto il coraggio di guardare in faccia la verità, è quello un atto di onestà. E una volta che la verità viene a galla, tutto brucia, tutto crolla, tutto ciò che ci teneva in piedi cade ed è proprio in quella verità che si trova la vera libertà. Ogni anima ha un suo fuoco, per alcuni brucia nell’abbandono, per altri nella dipendenza, e per altri ancora nell’umiliazione, nella perdita o nella solitudine, ma quel fuoco non è un nemico: è alchemico. Trasforma ciò che pensavi di essere in ciò che sei realmente pronto a diventare ed è lì che hai l’unica scelta da fare, puoi rimanere cenere o diventare brace viva, ardente, creatrice. Puoi odiare la prova, oppure danzarci dentro come un dio pagano, ubriaco di verità. Il fuoco non cerca la tua obbedienza, ma la tua presenza e chiede che tu sia lì, senza difese. Nudo, selvaggio, intero e solo così il tuo libero arbitrio diventa sacro, quando lo usi per abbracciare il fuoco, non per spengerlo.
Alla fine di tutto, quando la volontà ha spezzato la rassegnazione e l’onestà ha distrutto l’ipocrisia interiore, rimane solo una cosa: il ricordo. Il ricordo di chi sei, di chi sei sempre stato, di ciò che hai deciso di incarnare prima di nascere. Non sei qui per salvare gli altri, né per sistemare il mondo, sei qui per ricordare te stesso e ardere con la tua verità nel mezzo della menzogna collettiva.
Essere anima, oggi, è un atto di sacra ribellione. Ogni gesto di volontà e onestà, ogni volta che dici “no” al compromesso e “sì” alla verità, è una fiamma che si accende nell’ombra. Una fiamma che afferma: “Io sono. Io ricordo. Io scelgo di restare fedele al mio fuoco.”
Ed è questa l’unica vera libertà.

Arrivederci esploratore,
Con Amore
Elenia e Silvia

Commenti

Post popolari in questo blog

A te esploratore dell'inconscio dedichiamo questo spazio...

L'unica chiamata a cui devi rispondere è la tua

Oltre la fuffa spirituale: lo svelamento come unica via possibile