Non sento più, ma vorrei tornare a farlo


Chi è morto dentro non può sentire la vita e il mondo, allora, gli passa accanto.

Viviamo in un tempo in cui tutto sembra visibile, condivisibile, urlato.

Eppure, ci sono silenzi che gridano più forte di qualunque parola: sono i silenzi di chi è “morto dentro”.

Ma cosa significa davvero?

Non parliamo di morte fisica, parliamo di una chiusura interiore, spesso invisibile, che spegne il contatto con le emozioni, con i sogni, con la possibilità stessa di sentire.

Sono persone che respirano, ma non vivono.

Che sorridono, ma non sentono più gioia, che camminano tra la gente, ma sono altrove, che hanno dimenticato cosa significa essere toccati, ispirati, commossi, vulnerabili.

Cosa spegne la vita dentro di noi?

La morte interiore può arrivare in molti modi: un tradimento profondo mai guarito, una perdita vissuta in solitudine, l’umiliazione ripetuta dell’anima, la paura di sentire troppo, l’abitudine a proteggersi anche quando non ce n’è più bisogno.

A volte, chi è “morto dentro” ha solo imparato a non sentire per sopravvivere.

E quel meccanismo di difesa, diventato abitudine, ha chiuso anche la porta alla vita.

Chi è morto dentro non sente la bellezza.

La primavera può sbocciare tutto intorno, ma chi è spento dentro vedrà solo grigio.

Il sorriso di un bambino può sciogliere il cuore, ma il loro cuore è chiuso in cassaforte.

Le parole dolci, i gesti gentili, la musica…passano come vento su vetri spessi.

E allora… c’è speranza?

Sì.

Ma non si tratta di “salvare” qualcuno. Nessuno può accendere la fiamma se l’altro ha scelto di spegnerla. La vita può bussare, ma non sfonderà la porta.

Chi è morto dentro ha bisogno prima di riconoscersi.

Di ammettere che qualcosa si è spento. Di avere il coraggio di dire:


“Non sento più. Ma vorrei tornare a farlo.”


E lì, in quella fragile verità, la vita può rientrare in punta di piedi.

Rinascere è possibile. Ma costa.

Costa lasciarsi toccare, costa piangere ciò che non è stato pianto, costa smettere di essere “forti” per cominciare ad essere veri.

Ma chi attraversa quel deserto torna a sentire il profumo della pioggia, il calore di un abbraccio,  il sapore del presente.


Non si vive con il cuore murato.


Chi è morto dentro non può sentire la vita, ma può scegliere di tornare a viverla.

E la vita, sempre, sa aspettare.


Buon viaggio Esploratore,

con amore Silvia e Elenia 💓


creazioneviagginteriori@gmail.com


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